Marotta & Inter – è fatta !

Marotta all’ Internazionale ! 

Approfondimento di Matteo Valsecchi

 

Ormai è una cosa fatta. Beppe Marotta sarà il nuovo amministratore delegato, per la parte sportiva, dell’Inter. Un passaggio quasi generazionale: l’uomo che ha riportato la Juventus in cima all’Italia e all’Europa va alla sua rivale numero uno (prima ancora da un punto di vista emotivo piuttosto che da quello sportivo vista l’ancora evidente distanza tra Inter e Napoli, seconda forza del calcio italiano).

Naturalmente a questo punto c’è da chiedersi cosa perde la Juventus e cosa, viceversa, acquisisce l’Inter.

 

Marotta senza dubbio è stata l’anima organizzativa, parlando del sistema finanziario e politico, della Juventus per 8 anni. È lui l’artefice della formula “un passo alla volta”.

Ossia conquistare anno dopo anno sempre maggior forza, anche passando attraverso l’inevitabile travaglio di alcune cessioni importanti: Pogba, Vidal, Higuain, Bonucci, gli stessi Tevez (che ricordiamo ha permesso l’arrivo di un futuro campione come Bentancur) e Llorente.

 

 

Inoltre Marotta è stato l’uomo dei grandi acquisti a parametro zero (Pirlo su tutti), oltreché una formidabile presenza nelle sedi politiche del calcio italiano. Personalmente ritengo che il suo capolavoro sia stato l’acquisto di Cuadrado: prima in prestito per un anno, poi acquistato con un doppio prestito biennale e un riscatto diluito negli anni che ha fatto sì, in sostanza, che il giocatore quasi non pesasse nei bilanci. Come sempre, però, ci sono lati positivi e negativi. I due acquisti più importanti della sua era (Cristiano Ronaldo) sono stati Higuain e Pjanic che furono presi solo grazie al superamento della clausola rescissoria. Insomma, è bastato pagare ed è una cosa che, bene o male, avrebbe potuto fare chiunque. Marotta è anche l’uomo che nel 2016 dà per sicuro l’acquisto di Matuidi, salvo essere smentito dalla proprietà del Paris Saint Germain e facendo slittare di un anno l’acquisto del giocatore francese. Sempre Marotta è l’uomo che non conclude l’acquisto ormai fatto di Witsel, l’uomo che acquista Eljiero Elia o Luca Toni ormai a fine carriera o Isla, strapato quasi 20 milioni di euro e rimasto a contratto fino a scadenza senza riuscire a cederlo.

Elia

 

 

L’uomo che strapaga un secondo portiere mediocre come Neto. L’uomo che riacquista strapagandolo Giovinco che era già suo. L’uomo che per tre anni rinnova il prestito di Berardi senza riuscire mai a portarlo a Torino (e di fatto facendo perdere alla Juventus un talento che a Sassuolo si è fermato e logicamente, in una squadra di terza fascia, non è mai cresciuto). L’uomo che non riesce a trattenere Morata. Per concludere Marotta è anche colui che si scontra con Conte, facendolo scappare.

Quindi ci sono tantissimi “più” a suo favore, ovviamente. Ma anche molti “meno”. Anche perché ricordiamoci che negli ultimi 5 anni, la vera chiave del mercato juventino è stata Fabio Paratici che, non a caso, ha ereditato la carica di Marotta. Infatti Paratici è stato a lungo corteggiato sia dal Milan che dall’Inter.

E ora veniamo proprio all’Inter che Marotta lo accoglie a braccia aperte. Giustamente.

Un dirigente di questa portata in nerazzurro non si vedeva da decenni. Sicuramente porterà equilibrio ed organizzazione, e non faccio fatica a credere che importerà il modello “Juventus”: ossia un paio di cessioni eccellenti (ipotizzo Perisic o Brozovic) per acquistare un nome di altissimo livello (Milinkovic-Savic), per puntare allo scudetto dalla prossima stagione. L’unica perplessità che ho è la convivenza con l’attuale direttore sportivo, Piero Ausilio. Ausilio è di fatto l’uomo mercato interista e la breve convivenza con Sabatini di due anni fa ci insegna che due galli nello stesso pollaio non riesco a lavorare bene insieme. Infatti Ausilio, nella scorsa sessione di mercato senza l’ombra di Sabatini, ha fatto davvero la differenza acquistando giocatori come Vrsaljo, Nainggolan e arrivando a un passo da Modric (con il croato, l’Inter oggi sarebbe la sola rivale credibile della Juventus). Con l’ingresso di Marotta in società, potrebbe nuovamente sentirsi relegato a un ruolo di secondo piano. E c’è il rischio che due filosofie alternative, la sua e quella di Marotta, possano entrare in conflitto come, appunto, già accaduto con Sabatini.

Insomma, non è detto che Marotta all’Inter sia necessariamente un matrimonio fortunato…

 

 

2018-11-24T12:55:47+00:00